Presenza incostante la mia sul blog e adesso, rovesciando in questo blog un po’ di fatti miei personali, vi spiego perchè. Sono diventata mamma (per la seconda volta). Bellissimo, brava ma siccome oggi la pupa ha solo un mese che hai fatto prima? Ho preso una pausa. E mi è piaciuto. E non mi sento in colpa per essermi fermata.
Dove leggi leggi ti dicono che la maternità non è una malattia, eccerto sono d’accordissimo. Ma non è nemmeno un momento normale della vita. Non ho voluto fare quella che “io fino al giorno prima tiravo giù le tende salendo e scendendo dalla scala”, nè quella che “ho lavorato anche durante le contrazioni” (per inciso io durante le contrazioni manco sapevo come mi chiamavo, poi quelle mi spiegano come fanno). Non ho voluto, non ho potuto, non fa differenza. Ho ascoltato me stessa e le mie esigenze. E ho smesso di pensare al dottorato, alla ricerca, al lavoro e a tutto il resto. Perchè avevo altro da fare. Mi sono liberata dalla pressione sociale del dovere dimostrare che ANCHE in gravidanza si può fare (quasi) tutto. Perchè non è vero, è una balla e mi sembra pure una fregatura. Perchè il rispetto della maternità esiste solo a parole nella vita di tutti i giorni: ho il contrassegno per lo stallo rosa (quei parcheggi riservati alle donne incinta), mai trovato libero (e non perchè occupato da “colleghe di maternità”), in fila alla cassa precedenza gestanti e disabili mai fatta passare una volta anzi mi sono presa parole quando a uno che mi chiedeva “scusi posso passare c’ho due cose” gli ho detto picche (“scusa c’ho una panza che non respiro, i piedi gonfi e mi si sta spaccando la schiena e tra mezz’ora devo essere all’asilo a prendere l’altro figlio, non ti basta?”), mai fatta sedere sui mezzi pubblici. Perchè è difficile continuare a fare tutto e essere incinta. Portare in grembo un figlio è un privilegio? Forse sì ma è anche un’immensa fatica. Per me lo è stato. Così ho fatto quello che mi sentivo e Adele è nata bella e sana per Natale. Starò a casa il più possibile con lei e suo fratello perchè se è vero che i ruoli dei genitori sono intercambiabili (vedi questo post) e siamo anche una famiglia esemplare da questo punto di vista, lei riconosce il mio odore, la mia voce e il mio battito cardiaco. Perchè era dentro di me, non dentro nessun altro. E siccome è quasi sicuramente l’ultima volta che sarò mamma ho il diritto di godermelo senza sensi di colpa. Senza dimostrare che io a due settimane dal parto mi tiravo il latte e iniziavo a lavorare o altro. Ognuna libera di fare come crede, ma non cediamo alla tentazione di credere che sia la normalità fare finta che non accada nulla o che sia poco impattante sulla vita di una donna.
Perchè ve lo racconto qui? Perchè ho da pagare dei debiti grossi come una casa. Prima dell’estate ho raccolto delle meravigliose interviste per il mio phd sull’engagement nelle community. Piero Tagliapietra, Paolo Ratto, Emanuele Quintarelli, Alessandra Farabegoli, Mafe De Baggis, Emanuela Zaccone, Luca Conti e Fabio Lalli mi hanno concesso il loro tempo e li ringrazio. Ringrazio anche tutti quelli che mi hanno detto di sì ma poi, siccome per i motivi v.sopra mi sono dovuta fermare, non sono riuscita a concretizzare. Un grazie a una persona che non riuscirò più a intervistare perchè è improvvisamente scomparsa, l’ho chiamato e mi aveva manifestato tutta la sua disponibilità, sono sicura che non potere parlare con lui sarà una grande perdita. E siccome nella ricerca sociale mi hanno insegnato che è giusto rendere ciò che si è ricevuto e perchè è anche la mia forma mentis e il principio di condivisione su cui si basa il web in cui credo, volevo fare pubblica ammenda. Per il momento non so quando riuscirò a lavorare i dati che ho raccolto, riesco a ricavarmi pochi momenti in cui mi piace ripartire un po’ con la vita di prima (che diciamocelo fare SOLO la mamma è anche bello alienante) per cui scusatemi tanto Piero, Paolo, Emanuele, Mafe, Alessandra, Emanuela, Fabio e Luca ma la promessa di tenervi aggiornati sui risultati per il momento non riesco a mantenerla. Ma tra #work e #life in questo momento ho fatto la mia scelta.

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