Tags

, ,

Sono stata un’utente di Delicious della prima ora, poi l’ho abbandonato in favore di Connotea, recentemente ho ripreso a usarlo perché le sue funzioni social e la possibilità di creare gli stack mi sembravano dargli quell’allure 2.0 che in Connotea sentivo mancare. Ho sempre avuto però perplessità sulla stabilità di Delicious. Mi sono tremate le vene ai polsi quando l’anno scorso Yahoo lo ha dismesso e sembrava dovesse chiudere, mi sono rasserenata quando AVOS lo ha comprato e mi sono rallegrata dell’introduzione degli stack, il sistema che ho usato di più per organizzare i miei link (e che abbiamo usato pesantemente anche nell’organizzazione dove lavoro).
La mail che ho appena ricevuto dal supporto di Delicious mi sa che segna la definitiva fine dell’amore e l’inizio della ricerca di alternative.
Ecco i fatti:

“We introduced stacks last year as a visually rich way to think about your links and we’ve been blown away by the amazing content you’ve created. But given the upcoming launch of new products from Delicious’ parent company, AVOS, and our focus on simplifying the Delicious site, we realized the value of stacks is limited for our users moving forward.”For this reason, we’ve decided to simplify how users organize links on Delicious by consolidating stacks into tags. Users will no longer be able to create stacks on Delicious starting in early August, 2012.”

Cosa succede quindi ai miei stacks?

So what does this mean for existing stacks?
You will not lose your links.
All stacks will be converted automatically into tags. Stack titles will transition into new tag names, and will be applied to all links currently in a stack.
Stack-specific descriptions, categories, comments, link order, and stack followers will not be included as part of the migration.
Your existing links, tags, and notes outside of stacks will not be affected.
More details on the conversion process are available on our blog

Insomma mi perdo il lavoro di personalizzazione che ho fatto e tutta la parte social che ho creato: chi segue i miei link, tutta l’organizzazione e la descrizione che mi hanno permesso di usare questa funzionalità come strumento di e-collaboration. Insomma lo stack diventa un tag con buona pace dell’architettura dell’informazione e del rumore che si genera.

Goodbye my stacks!

Credevo sinceramente che Delicious fosse più social ma come testimonia l’altra release del giorno mi sembra sempre più che il social sia rossetto sul maiale.
E guardando i suoi profili social lo si nota ancora di più. Il blog ad esempio non è aperto ai commenti, la pagina Facebook funziona abbastanza bene come customer care, mentre il canale Twitter evidenzia una sproporzione netta tra follower e following (che vuol dire che non praticano il follow back e ci sta) ma i retweet sono sempre solo di commenti positivi. E indovinate chi sono gli unici due following?
Lo so che tutte queste considerazioni lasciano il tempo che trovano ma, come mi ha detto una volta una community manager che stimo, a vedere la loro social presence si sente mancare molto l’anima.

Non ho implementato la nuova funzionalità di connessione di Facebook e Twitter al mio delicious che permette sostanzialmente di importare ogni link che posto su questi due social (e nel caso di Twitter che includo nei retweet) su Delicious. Non mi preoccupo delle impostazioni sulla privacy che ho settato su Facebook, quanto di mantenere un minimo di coerenza all’interno dei modelli di uso che adotto sui vari strumenti. Per me Delicious (o il servizio che individuerò in sostituzione) è il modo di salvare non ogni link che condivido, ma uso il social bookmarking come estensione della mia memoria personale in relazione ai miei interessi di ricerca. Insomma nel sistema di socialbookmarking faccio confluire la mia bibliografia ideale sugli argomenti di mio interesse e non ogni cosa che condivido sui social perchè lì lo spunto alla condivisione è diverso. Posso condividere perchè davvero mi interessa, ma nei social condivido spesso perchè so che interessa a altri, o per dare il mio contributo a qualche dibattito e importare quel link nudo e crudo in Delicious privo del contesto di riferimento beh, secondo me non ha senso e genera solo rumore. Insomma il modello imperante è quello del “ce l’ho più grosso io (il Klout)” e quindi via a un mondo di produzione ossessiva di link, reshare, retweet e se si fa con un click beh, ancora meglio. Io sono sempre dell’idea che in alcuni casi “One click more is better” e che certi automatismi tolgono anche solo quel secondo per pensare. Il social media overload incomincia a stufarmi e tutti coloro che rilanciano nei vari social lo stesso contenuto siamo sicuri che stiano facendo un lavoro di costruzione di significato e relazioni? Io penso che lo scopo della condivisione non sia tanto il personal branding ma ho sempre usato i social per creare connessioni, condividere conoscenze e penso che il social abbia un potere enorme. Ma non penso a un social che è un amplificatore di ego ma a un social dove davvero prendiamo parte a una conversazione collettiva. Per cui da oggi cercherò di limitare sempre di più gli automatismi di pubblicazione che ho attivato.

E intanto parto alla ricerca di alternative a Delicious: suggerimenti?

Advertisements