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Qualche giorno fa ho scritto alcune mail “sofferte”, avete presente quelle che si soppesano a lungo, parola per parola perchè stai proponendoti, chiedendo qualcosa di importante? Sono rimasta abbastanza seccata quando, a fronte di tanto impegno, non ho ricevuto risposta.
Allora sono sbottata sul mio profilo Facebook con questa frase:

da quando rispondere alle mail è diventato opzionale?

Niente di originale ma evidentemente ho toccato un nervo scoperto, se è vero che ci sono stati ben 14 commenti in poco tempo e alcuni anche molto belli.
Il malcostume di non rispondere alla mail come se fosse qualcosa di opzionale è tipicamente italiano, negli Stati Uniti chiunque, se non lo può fare personalmente e non ha uno staff che lo faccia per lui, ti fa arrivare almeno un feedback automatico che ti dice qualcosa del tipo “grazie di avermi contattato ma ricevo più di 500 mail al giorno e non riesco a rispondere a tutti, niente di personale”.
Credetemi, lo capisco. Capisco e ho apprezzato particolarmente una persona che stimo molto e che sul mio profilo ha scritto una cosa così:

a me ogni tanto capita di non rispondere ad una mail. Magari nel momento in cui mi è arrivata ero preso e concentrato su altro. La marco come “da rispondere”, ma nel frattempo ne arrivano decine altre. Passano i giorni, le mail si accumulano.[…]Poi ne passano così tanti che mi imbarazza pure rispondere, nonostante il “mi scuso per il ritardo con cui rispondo”, e lascio perdere, pensando: “magari mi riscrive per sollecitare una risposta, e allora rispondo”.Ma non credevo che questo potesse scatenare questa reazione e percezione in chi invia la mail […] Ora che so, ci starò più attento.Certo che è dura però, eh. O uno lavora, o uno risponde alle mail[…]. Alcune mail ad esempio che lascio inevase, mio malgrado, sono richieste di consulenze e chiarimenti gratuiti che ottengo grazie agli articoli nel blog, etc.[…].Insomma, ok, è brutto non ricevere risposta ed è anche maleducato. Però provate anche a mettervi nei panni di chi dovrebbe rispondere.

Questo contributo centra un tema importante: è davvero sempre maleducato non rispondere o qualche volta è anche lecito?
Io la penso così: un feedback va sempre dato, magari perché quello che vi ha scritto è imbranato e non sa confezionare una mail decente e magari è uno che se non gli rispondete si sente un demente digitale e rimane scornato per sempre, ma magari è uno che “ce prova”  e vuole scroccarvi una consulenza gratuita.
Magari uno che vi scrive (caso reale) “Scusa devo aprire la pagina Facebook della biblioteca, c’è qualcosa che dovrei sapere?” Mah, quanto meno a cosa ti serve, che linea editoriale vuoi tenere e mille tips and tricks. Suo tempo e sbattimento per scrivere la mail: zero, tuo tempo per rispondergli seriamente almeno cento volte tanto.
Il web funziona con un do ut des, se vuoi scroccare allora non giochi secondo le regole. Che si fa? Lo si schifa? Io penso che anche questa persona meriti una risposta, magari solo per fargli capire che così non si fa. Allora come comportarsi? Penso che ognuna di quelle persone a “alto tasso di mail” dovrebbe dotarsi di un disclaimer che rimandi a una pagina in cui esplicita la propria presenza sui social e la propria policy di risposta alle mail.
Una ricerca Google con la stinga “email response policy” (carina questa) vi chiarirà di costa sto parlando.
Un capitolo a parte meritano poi i professori: quelli che ti insegnano il digitale ma la mail non la guardano perché sai non abbiamo tempo (ma magari li vedi su Facebook e se li contatti lì ti rispondo pure, per la serie non abbiamo capito nulla dei rapporti con gli studenti ai tempi della rete). Qui siamo nel vero e totale malcostume italiano. Ricordo di avere letto tanti anni fa (probabilmente era su Being digital ) la storia di un ragazzino che, agli albori delle mail, scriveva a tanti guru del digitale statunitensi ottenendo sempre risposta e suscitando lo stupore del padre. Ok, oggi le mail sono centuplicate, ma provate a scrivere a un prof oltreoceano e vedrete che tipo di feedback otterrete (e con che tempi).  Non fa figo dire “non ho tempo per le email” perché fa parte del vostro tempo di lavoro che è un lavoro di ricerca ma a contatto con gli studenti (che non sono solo una seccatura ma una gran risorsa), a discolpa della categoria devo dire che molte mail sono del tipo “ciao prof, quando posso fare l’esame?” (e qui vale il caso di quello che “ce prova” sopra)

UPDATE: come sono finite le mie mail. A una ho ricevuto risposta (credo perché tramite giro di amicizie condivise hanno visto la mia sparata sui social-cosi), gentilissimi e io super contenta. Gli altri invece nulla (ma non siete 2.0, sharing is caring etc?) Riscrivo? No per me una mail non si scrive due volte sollecitando la risposta alla prima. L’hai vista non mi hai risposto, ok ne prendo atto. E io mi rivolgo al tuo competitor 🙂

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