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Mentre facevo il mio surfing di aggiornamento professionale mi sono imbattuta in due articoli che, pur se diversi per tono e argomento, vorrei commentare e riassumere qui sotto.
Il primo è uno di quegli articoli che si trovano nei blog un po’ business oriented e che  riassume indicazioni pratiche e di buonsenso che fa piacere trovarsi scritte sul content management, il secondo arriva dal mio ultimo blog rivelazione e parla di social media strategy con un italiano piacevole e uno sforzo teorico maggiore.

Il content management riprende un po’ le vecchie regole del giornalismo classico che sembrano essersi perse nel web. La facilità di pubblicazione fa uscire dal calderone ogni tipo di prodotto a prescindere da ogni cura e strategia editoriale (e io ne sono la prova provata). Ecco allora che con 5 consigli per il content management cerchiamo di mettere qualche punto fermo.
Come vedete si tratta solo di buonsenso e di fermarsi a riflettere un po’ di più prima di avventarsi sulla tastiera o scrivere un progetto e dire: massì e poi c’è la ppparte ssocial bla bla

  1. Obiettivo – Perché state scrivendo proprio quell’articolo e non un altro? invece di scrivere di getto fermati un attimo e pensa: perchè ti sei messo a scrivere e non a potare le begonie? Cosa avevi in mente? Migliorare la tua visibilità e ricercabilità? generare un po’ di buzz? Dalla risposta a queste domande discendono i contenuti
  2. Target – Chi pensate lo leggerà? Nel mondo c’è già troppa roba per pensare che tutti siano interessati ai vostri contenuti; individuate il vostro target specifico e a lui rivolgetevi. Un target di nicchia va benissimo, mai sentito parlare della coda lunga?
  3. Risultato – Cosa volete ottenere? in genere condivisione e popolarità, magari qualche acquisto online se siete business oriented. L’unico modo per farlo è accreditarsi come esperti del settore e l’unico modo per accreditarvi come esperti è produrre contenuti di qualità. Avete presente quando usate Klout e vi dice che siete specialist? ok dovete posizionarvi almeno lì 🙂
  4. Agenda – Quando e come scriverete nuovi contenuti? qui si parla di pianificare e non lasciare i social networks a languire come cattedrali nel deserto. Ah nell’articolo vengono date anche indicazioni numeriche ma su queste sono abbastanza perplessa (servono forse come indicazioni di super super massima per neofiti ma non sono da prendere alla lettera)
  5. Media – Dove sceglierete di pubblicarli? banalmente scrivere per facebook non è la stessa cosa che scrivere per Twitter e gli utenti non sono tutti uguali: ci sono utenti snack (twitter e Facebook sono perfetti), utenti fast food (video, note su Facebook, articoli di blog) e buone forchette (si può osare con loro anche un ebook o un webinar).

Tirando le somme: keep calm and reflect! Individua tuoi obiettivi, i contenuti che possano interessare il tuo pubblico, lo stile con cui comunicarlo. E ricorda: la concorrenza ormai è fortissima

Anche il secondo articolo si snoda lungo 5 precetti fondamentali per la costruzione di una social media strategy :

  1. La strategia è un abito sartoriale esistono moltissimi manuali blog e dispensatori di consigli: tutto sacrosanto ma va calato nel contesto e il contesto deve essere conosciuto bene, non con un veloce sopralluogo. La 42 di Mango non va bene nè dona a tutte
  2. Una buona strategia è co-creata “La Social Media Strategy è un insieme di obiettivi, regole, valori e linee guida impossibili da individuare senza una stretta collaborazione con l’azienda stessa”. Conoscenza del contesto e appoggio dai vertici sono fondamentali
  3. Il perché non serve a nulla senza il chi e il come ovvero la necessità di fare cose che non funzionino solo sulla carta “La Social Media Governance permette, infatti, di definire i responsabili delle singole piattaforme ma, cosa ancor più importante, i meccanismi di triage tra i vari reparti nel momento in cui l’azienda si trova a gestire le varie tipologie di richieste provenienti dai clienti.” Ottimizzare i flussi ed essere preparati a gestire le crisi. Il co-design è fondamentale.
  4. L’intera azienda è coinvolta non è solo questione di content manager o social media manager ma se le informazioni non circolano e non tutti sono parte del sistema allora questo non funziona. Per realizzare questo obiettivo che sembra astratto e teorico lo strumento operativo è quello della social media policy (e prima o poi devo dedicarmi seriamente anche a questa cosa) “La policy ha il merito di sintetizzare e rendere più semplici da comprendere gli obiettivi della strategia e al tempo stesso fornisce indicazioni operative sull’utilizzo delle piattaforme social anche a quei dipendenti meno sensibili e vicini alle dinamiche del web.”
  5. Think Big, Act Small Nei social media un’azienda può veicolare la propria cultura e la propria visione del mondo, declinate nei prodotti e nei servizi offerti al consumatore. È importante, dunque, pensare in grande, prefissando obiettivi ambiziosi raggiungibili nel corso del tempo, avendo però anche l’umiltà e il realismo di progettare questa evoluzione attraverso tanti piccoli step, più semplici da immaginare e gestire” buonsenso insomma: Roma non è stata costruita in un giorno, ma senza pensare in grande non si va da nessuna parte
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