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Ho la fortuna di lavorare in un posto dove una parte del tempo viene dedicata all’aggiornamento professionale e questa prassi si concretizza in una serie di expertise (della mia vi ho parlato qui) che presentiamo in un evento interno chiamato METIDmatch. Oggi ops, ieri (sono andata lunga con la scrittura del post 🙂 ) si è svolto il primo match dedicato a due temi: crowdsourcing e open innovation. Alcuni appunti sparsi:

Crowdcollaboration

Di cosa si tratta? di e-collaboration di massa con una punta di outsourcing. La prospettiva da cui Susanna Sancassani analizza il tema è riassunta nel suo prezi disponibile qui

Tra gli esempi citati e disponibili nello stack di delicious ci sono:

  • il progetto della decodifica dei canti delle balene Hear Whales communicate
  • la trascrizione dei papiri di Ancient Lives (che in parte mi ricorda il recaptcha spiegato qui)
  • il bellissimo gioco per il ripiegamento delle molecole Foldit citato anche da McGonigal nel suo libro La realtà in gioco 
  • il sistema di Q&A e studio collaborativo di OpenStudy
  • l’applicazione nata per monitorare i disordini post elettorali senegalesi del 2008 e oggi usata come piattaforma di segnalazione di problemi da risolvere nelle singole città Crowdmap, esempio di crowdmapping e crowdjournalism insieme
  • ancora sul filone scientifico c’è Scistarter che ci piace soprattutto perchè è fondato da una ex cheerleader e vuole combattere anche gli stereotipi di genere sulle belle bionde e stupide
  • ulteriore e interessantissimo filone quello legato più propriamente all’outsourcing. Vengono postate delle richieste e chi è in grado di assolvere questo compito si candida. Nessun titolo di studio formale è richiesto ma solo l’abilità a svolgere il compito (e questo come formatori deve farci riflettere). Viene presentato un caso storico ovvero Mechanical turk di Amazon. Il concetto alla base di questo e di progetti analoghi è quello delle human intelligence tasks.

Open innovation e strumenti groupware

Il secondo intervento analizza due casi di open innovation ovvero

Open innovation is a paradigm that assumes that firms can and should use external ideas as well as internal ideas, and internal and external paths to market, as the firms look to advance their technology

I due esempi proposti (potete vedere la presentazione di Daniela Casiraghi qui sotto) sono

  • Open Ideo come esempio di collaborative innovation network dove l’incentivo economico non è tanto rilevante, quanto a essere importante è la costruzione della rete di persone che, mettendosi assieme e imparando e ispirandosi gli uni agli altri, formano un risultato di intelligenza che è superiore alla somma dei singoli. Viene evidenziato come il processo di selezione e flitraggio che garantisce la qualità delle idee (o come le chiama Ideo inspiration) sia estremamente oneroso, ricorda per certi versi la peer review
  • Innocentive come esempio di Open innovation finalizzata a un obiettivo di gratificazione economica, non solo come risposta diretta alla proposta di lavoro/task da compiere ma anche come meccanismo di refund se viene proposto un professionista che abbia i requisiti richiesti. Interessante l’osservazione che viene dal pubblico sul rischio sociale di questo tipo di affidamento di lavori che sono un modo per accaparrarsi lavoro di qualità a basso costo.

Altri spunti nella linkografia commentata disponibile qui

Note a margine: il formato del METIDMatch è interessante e la pausa pranzo fatta così fa un po’ stakanov ma ti permette di ricevere degli spunti davvero trasversali. Forse la pecca è stata quella di mancare un po’ di interattività ma c’è ancora un calendario fittissimo di eventi per cui sono sicura che anche qui miglioreremo (ah, io sono a Maggio…manca poco ormai brrr)

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