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Chi sono gli indigeni e come nascono? Eccoli nelle parole del fondatore Fabio Lalli

L’idea del format era networking e aperitivo all’inizio solo per i programmatori, adesso il network è cresciuto e in meno di due anni hanno circa 2500 contatti di stampo multidisciplinare.
Come mai questo successo?
Sicuramente ha intercettato un bisogno delle persone che é quello di collaborare, condividere e fare networking, ma hanno nel contempo gestito benissimo la partecipazione online.
Vediamo come.

Analisi dei canali comunicativi:
Gestiscono la presenza online attraverso l’ecosistema informativo tipico del 2.0 ovvero il pacchetto completo che comprende:

  1. Il blog: che fa da hub della loro presenza on line 
  2. Il gruppo Facebook: si tratta di un gruppo aperto dove si ritrovano più di 2400 membri in cui si discutono temi di innovazione tecnologica a ampio spettro. La quantità di post pubblicati e il numero di commenti è davvero impressionante e, cosa rarissima in un gruppo FB c’è una netiquette del gruppo (la analizziamo oltre)
  3. La pagina Facebook diversa dal gruppo come dichiarato nel Manifesto “Il Gruppo esegue la sua attività di aggregazione e confronto in un gruppo privato su Facebook mantenendo le sue attività di comunicazione esterna attraverso una pagina pubblica di Facebook, un Blog e un account Twitter. “
  4. Il gruppo LinkedIn dove generalmente non si riportano messaggi già postati sul gruppo FB ma non ha una caratterizzazione di contenuti precisa rispetto alla pagina FB (hanno talmente tanto che non hanno bisogno di rilanciare lo stesso contenuto su più canali)
  5. Twitter: canale animato soprattutto durante gli aperitivi con la dichiarazione degli hashtag ufficiali dell’evento
  6. Flickr: questo è l’unico canale che non viene alimentato

La numerosità dei canali fa subito vedere un grosso lavoro a sostegno del network che però è distribuito in maniera naturale tra i componenti che si occupano fortemente di popolare di contenuti e di commentarli. La qualità della conversazione si mantiene di alto livello e raramente ho visto interventi di moderazione da parte dell’amministratore che, peraltro, avevano un tono assolutamente pacifico e conciliante. Insomma il gruppo, nei vari canali comunicativi, è ormai autopoietico.
Interessante anche l’analisi del doppio canale FB, uno maggiormente rappresentativo del brand (la pagina), l’altro di stampo fattivo e orientato alla costruzione del gruppo. Le dinamiche ingaggiate da gruppo e pagina su FB sono diverse, il primo è più democratico perché permette a tutti lo stesso peso, la seconda fa sì che colui che pubblica come amministratore abbia un peso e un’autorevolezza maggiore, come accade nei blog anche dal punto di vista grafico e  questa è una riflessione da tenere in conto anche nelle comunità di pratica per METID.
La costruzione dell’identità e la sua rappresentazione sono molto ben gestite attraverso sia canali di stampo più operativo (gruppo FB e LinkedIn) sia attraverso canali più rappresentativi (blog, pagina FB)
Interessante l’uso di Twitter che sta nel mezzo tra la rappresentazione e la costruzione dell’identità ma, per sua stessa natura, può essere gestito da una sola persona con i carichi di lavoro che comporta.
Manifesto e netiquette  (ovvero se vuoi che le cose funzionino dichiara cosa hai in mente)
Il manifesto, ospitato sul blog, é la dichiarazione di cosa vuol dire fare parte degli Indigeni e colpisce perché, contro ogni stereotipo sui nerd e sui geek, si caratterizza come una dichiarazione filosofica (in spirito di etica hacker)
A livello operativo interessante la netiquette del gruppo FB di cui riporto, come indicazioni operative per METID, l’indicazione a postare link commentati (una predigestione contro l’overload informativo) e i toni concilianti e incoraggianti che ti fanno sentire subito tra parti del tipo  “Vorrei anche ringraziare chi toglie tempo al proprio lavoro per dare feedback, supporto, aiuto agli altri, e condivide le proprie esperienze.” e i link[…] potrebbero venire rimossi che suona infinitamente meglio di verranno rimossi
Gli aperitivi
L’idea di Indigeni nasce proprio con l’idea di networking in maniera informale, poi si estende al networking on line ma il format degli aperitivi su scala nazionale rimane. La commistione on-line, de visu è un format di successo soprattutto quando l’obiettivo del network é fare impresa e fare da mentoring alle start-up
L’associazione
Ovvero il momento di tensione tra gli Indigeni divisi tra coloro che accusavano Fabio Lalli di farne una cosa troppo personale e coloro che dicevano che era l’unica strada. Il networking per calarsi nel reale ha bisogno di darsi una forma e in Italia sembra che senza di quello non si potesse fare nulla. Il momento di crescita (sancito dalla data simbolo 11-11-11) segna l’inizio di una fase nuova per gli Indigeni dove, all’alimentazione di comunità di pratica e networking on line, seguirà sempre più qualcosa di calato nella realtà. Stay tuned…

Lessons learned

  • un gruppo funziona se risponde a un reale bisogno (in questo caso il networking)
  • il gruppo deve avere una visione strategica e editoriale chiara per potere funzionare (aderisco perché condivido il tuo sistema di valori e la tua visione)
  • esplicitare le regole di convivenza favorisce il clima di lavoro
  •  un facilitatore della comunicazione è fondamentale e funziona solo se è esperto dei contenuti trattati e appassionato (vedi per METID Il senso della Rete rispetto a Intese): problema del community manager come esperto di contenuto o può prescindere da una sua competenza contenutistica?

E ora via con il secondo format: sai cosa è una Jam session?

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